Toy Story 3 - La grande fuga
(Toy Story 3)
Genere:
animazione, commedia
Sceneggiatura:
Michael Arndt
Produttore:
Darla K. Anderson
Produzione:
Pixar Animation Studios
Soggetto:
John Lasseter, Andrew Stanton, Lee Unkrich
Produzione esecutiva:
John Lasseter
Distribuzione:
The Walt Disney Company
Fotografia:
Jeremy Lasky, Kim White
Musiche:
Randy Newman
Tema musicale:
''You've Got a Friend in Me (para Buzz Español)'' (Gipsy Kings)
Scenografia:
Bob Pauley
Effetti speciali:
Guido Quaroni (supervisore)
Paese:
Stati Uniti d'America
Anno Produzione:
2010
Durata:
99 min

Toy Story 3 - La grande fuga (Toy Story 3) è un film d'animazione del 2010 diretto da Lee Unkrich.

Terzo e ultimo capitolo dell'omonima saga prodotta dai Pixar Animation Studios, dopo Toy Story - Il mondo dei giocattoli e Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa, la pellicola animata, a cui prendono parte come doppiatori Tom Hanks, Tim Allen, Joan Cusack, Don Rickles, Wallace Shawn, Michael Keaton, Timothy Dalton, Bonnie Hunt e Whoopi Goldberg, vede i giocattoli venire abbandonati dal loro proprietario, Andy, ormai cresciuto e pronto a partire per il college. Un primo tentativo di realizzare il film era stato fatto dalla Circle 7 Animation, il reparto di animazione digitale fondato dalla Disney nel 2005, ma l'acquisizione della Pixar da parte degli studi Disney fermò il progetto, che fu riavviato nel 2006 sotto la guida della Pixar.

La pellicola fu accolta da critiche estremamente positive e infranse diversi record, diventando il primo film animato a superare il miliardo di dollari d'incasso in tutto il mondo, la pellicola animata più redditizia di sempre e il settimo maggior incasso nella storia del cinema. oltre a venire candidata a cinque premi Oscar, vincendo il riconoscimento per miglior film d'animazione e migliore canzone.

Toy Story 3 - La grande fuga uscì nelle sale cinematografiche statunitensi il 18 giugno 2010, distribuito dalla Walt Disney Company, mentre in Italia, dopo la première mondiale tenutasi al Taormina Film Fest il 12 giugno 2010,
  • Lotso, un orsacchiotto rosa che profuma di fragola, leader dei giocattoli al Sunnyside Daycare. Lotso, insieme a Bimbo e a Chuckles, apparteneva ad una bimba, Daisy, che durante una gita fuori porta li aveva dimenticati in aperta campagna. I tre erano riusciti a fare ritorno a casa, salvo poi scoprire che i genitori della bambina avevano rimpiazzato Lotso con un altro esemplare della stessa linea. L'orsacchiotto, sconvolto, aveva convinto Bimbo che la piccola avesse rimpiazzato anche lui e, insieme, erano arrivati al Sunnyside. Col tempo divenne il padrone indiscusso dei giocattoli dell'asilo, governando in modo dispotico e tirannico.
  • Ken è il fidanzato e compagno di Barbie. Inoltre è la guida dell'asilo per Woody e i suoi amici. Inizialmente complice di Lotso, Ken si innamorerà di Barbie e i due prenderanno il posto di Lotso nella gestione del Sunnyside, facendolo diventare un vero paradiso per i giocattoli. Ken è basato sulla versione Animal Lovin del 1988.
  • Bonnie, la timida bambina che riceverà in dono i giocattoli di Andy. Ella è la proprietaria di Dolly, una bambolina di pezza, Mr. Pricklepants, un riccio di peluche appassionato di recitazione, Trixie, una triceratopo giocattolo (creato dalla stessa fabbrica di Rex), Cono di Panna, un unicorno giocattolo, Chuckles, un clown con un perenne ghigno triste sul volto, e di alcuni piselli gicattolo contenuti dentro una piccola fodera a forma di baccello. Per differenziare i giocattoli, i realizzatori pensarono al gruppo di Woody e Buzz come un team di lavoro, con al vertice Andy, mentre ai giocattoli di Bonnie come una compagnia teatrale guidata dall'attore shakespeariano Mr. Pricklepants. con l'intento di produrre film e serie televisive senza il coinvolgimento della Pixar, per non doverne dividere i profitti. In maggio, Iger annunciò che Toy Story 3 sarebbe ripartito sotto la guida della Pixar. Il regista fu intimorito dal fatto di essere il primo a lavorare come regista ad un film Pixar senza essere un animatore. Unkrich aveva acquisito esperienza lavorando come co-regista a Toy Story 2, Monsters & Co. e Alla ricerca di Nemo, e aveva imparato che non occorreva conoscere a fondo le tecniche d'animazione, ma avere delle opinioni sulle interpretazione, come se gli animatori fossero attori, dando loro suggerimenti su cosa il personaggio doveva trasmettere o comportarsi.

  • Temendo che il terzo capitolo non fosse all'altezza degli episodi precedenti, il regista e i suoi collaboratori presero ad esempio di conclusione naturale, coerente e non artificiosa Il ritorno del Re, terzo capitolo della saga de Il Signore degli Anelli.

    Il 3D di Toy Story 3 venne curato da Bob Whitehill, supervisore della stereoscopica di Up e della riconversione degli altri due Toy Story, attraverso il metodo di produzione Disney Digital 3-D. Il lavoro, facilitato dall'esperienza accumulata con la conversione dei primi due capitoli della saga, occupò l'ultimo anno di produzione della pellicola, ma la progettazione iniziò ben quattordici mesi prima dell'uscita nei cinema. Whitehill, il cui compito fu inficiato da molti compromessi, primo tra tutti il fatto che i singoli reparti si mostrarono più propensi a come rendere al meglio il proprio lavoro, piuttosto che preoccuparsi della resa 3D, non ebbe potere decisionale sulle inquadrature da utilizzare, ma riuscì a cambiarne alcune in quanto oggetti sfocati in secondo piano catturavano l'attenzione molto più di quelli in primo piano, o prolungarne altre per sfruttare a pieno l'effetto tridimensionale.

    Il processo di rendering, che richiese tra le due e le trenta ore per fotogramma (a seconda delle inquadrature più o meno complesse), consistette nel renderizzare praticamente due film, la versione per l'occhio sinistro e quella per l'occhio destro, che andavano a ricreare la versione stereoscopica. Questo processo avvenne quasi in contemporanea, per evitare che qualcosa nel frattempo - un codice o un'ombreggiatura aggiornata - cambiasse nel fotogramma originale. Se così fosse stato, infatti, la versione per l'occhio destro sarebbe risultata diversa e non avrebbe combaciato con quella per l'occhio sinistro. Il 3D venne usato maggiormente nei momenti in cui i personaggi sono in pericolo, per sottolineare la tensione e il senso di insicurezza, mentre nelle scene ambientate nella stanza di Andy, il mondo in cui vivono da sempre, risulta meno evidente.

    Sceneggiatura



    I lavori sulla sceneggiatura del film iniziarono nel 2006, quando John Lasseter, Andrew Stanton, Pete Docter, Lee Unkrich, Bob Peterson, Jeff Pidgeon e Darla K. Anderson tornarono al Loft del poeta, un edificio a Tomales Bay, nel quale concepirono la trama di Toy Story e stesero le basi per il nuovo episodio.

    Stanton si prese una pausa dalla lavorazione di WALL•E per scrivere un trattamento di venti pagine, che venne rielaborato dallo sceneggiatore Michael Arndt e dallo stesso Unkrich. Anrdt non fu l'unico a mettere mano alla storia, che in realtà fu frutto di una collaborazione più ampia. La sceneggiatura, infatti, fu integrata da Unkrich, dallo story team, un reparto addetto unicamente alla creazione di scene e gag, e allo sviluppo narrativo e dal Pixar Brain Trust (composto da Lasseter, Docter, Stanton, Arndt, Peterson, Brad Bird e Brenda Chapman), il quale, dopo aver visionato periodicamente gli story reel, aiutava il team con consigli e suggerimenti. Dopodiché, il film veniva smembrato in una ventina di sequenze, che potevano essere riscritte un numero variabile di volte prima di ottenere l'approvazione finale (alcune scene cruciali vennero sviscerata in sessanta bozze differenti). Molte delle situazioni e dei personaggi presenti nel film derivano da concetti scartati da altri progetti Pixar, come Lotso, originariamente apparso nel trattamento del seguito abortito di Tin Toy, A Tin Toy Christmas, Altri snodi narrativi, invece, presero spunto da eventi realmente accaduti, come la scena dello scambio dei giocattoli nel sacco della spazzatura, basata su un fatto capitato al regista, che durante un trasloco aveva accidentalmente gettato un sacco contenente la collezione di peluche della moglie, scambiandolo per immondizia.

    L'elemento del film di fuga presente nel secondo atto venne introdotto dopo la visita in diversi asili che, con le telecamere e gli alti muri, sembravano ricreare l'ambiente carcerario. Tra le opere che funsero da ispirazione, il regista citò Nick mano fredda, La grande fuga e Prima di mezzanotte.

    Cast


    Al processo di sceneggiatura si affiancò ben presto quello della scelta delle voci dei personaggi e della registrazione dei dialoghi. Nella versione originale del film, a doppiare la pellicola compaiono attori come Tom Hanks, Tim Allen, Ned Beatty e Whoopi Goldberg.


  • Tom Hanks doppia lo sceriffo Woody. L'attore si disse molto contento del risultato e del rapporto che si era venuto a creare tra i personaggi di Buzz e Woody, molti diversi tra di loro, ma in grado di apprezzare le forze e i difetti l'uno dell'altro. Durante la pre-produzione della versione del film della Circle 7, Hanks non si era mai sbilanciato su una sua possibile partecipazione, tuttavia l'intenzione dei produttori era quella di legarlo ad un ricco contratto multi-film. L'attore lavorò al film nel corso di diverse sessioni, che si tenevano a mesi di distanza l'una dall'altra.
  • Tim Allen riprende il ruolo del ranger spaziale Buzz Lightyear. Al contrario di Hanks, Allen, durante la produzione di Toy Story 3 ad opera della Circle 7, affermò che sarebbe stato disponibile a prestare nuovamente la sua voce per il personaggio di Buzz Lightyear, grazie ai rapporti cordiali che aveva con la Disney (produttrice della serie Quell'uragano di papà). Come Hanks, l'attore doppiò il suo personaggio nel corso di diverse sessioni, che si tenevano a mesi di distanza l'una dall'altra. Nelle scene in cui Buzz viene resettato nella versione spagnola, il personaggio è doppiato da Javier Fernandez-Peña.
  • Jodi Benson interpreta Barbie, in un ruolo più ampio rispetto alla partecipazione al precedente episodio, che aveva visto Benson nei panni di una Barbie hostess. Come gli altri attori, Benson registrò la sua parte da sola, guidata dal regista. Benson, che fu proprio la prima voce di Barbie, in un video in claymation del 1984, credette inizialmente di essere stata contattata per un altro cameo. Quando le dissero che la sua sarebbe stata una parte vera e propria, l'attrice volle essere sicura che il personaggio avesse personalità e carattere: «La voleva intelligente e passionale. La volevo reale, non di plastica».
  • Michael Keaton presta la voce a Ken, membro della gang di Lotso. Keaton, che aveva già partecipato ad una produzione Pixar nel 2006, doppiando Chick Hicks in Cars - Motori ruggenti, affermò che doppiare un personaggio già esistente, è più difficile di quanto sembri e che parte tutto dai realizzatori, che ne stabiliscono il carattere e i manierismi.
  • John Ratzenberger doppia Hamm, riprendendo il ruolo dei precedenti episodi. Ratzenberger è considerato il portafortuna della Pixar in quanto è apparso in tutte le pellicole dello studio finora prodotte.
  • Blake Clark doppia Slinky, originariamente interpretato da Jim Varney. Clark, amico di lunga data di Varney, si disse lusingato di mantenere in vita una creazione dell'amico, deceduto nel 2000. Nel film, Clark usa una tonalità di voce e un accento molti simili a quelli usati da Varney per Slinky.

  • Nel film compaiono anche, riprendendo i rispetti ruoli dei precedenti episodi, Don Rickles, Wallace Shawn, Estelle Harris, R. Lee Ermey, Laurie Metcalf ed Erik von Detten, e, in ruoli minori, Bonnie Hunt, Whoopi Goldberg, Timothy Dalton e Richard Kind.

    Cameo


    In linea con altri film Pixar, Toy Story 3 contiene diversi camei di personalità legata allo studio. Teddy Newton, regista del corto allegato al film Quando il giorno incontra la notte, doppia Telefono chiacchierone, Bud Luckey, designer dei personaggi e regista de L'agnello rimbalzello interpreta Chuckles il clown, Bob Peterson, co-regista e co-sceneggiatore di Up, doppia il bidello al Sunnyside, il cui lavoro iniziò molto prima dell'inizio dell'animazione, quando mostrarono le migliori sequenze dei primi due film al gruppo di animatori e insegnarono loro a non tentare di emulare quello stile, ma di capire cosa funzionava in quelle scene e di riprodurlo alla loro maniera. Intervistarono, inoltre, diverse personalità legate alla saga: Peter Doctor, supervisore dell'animazione del primo Toy Story, così come John Lasseter, Dylan Brown, direttore dell'animazione di Toy Story 2, e gli animatori Doug Sweetland e Angus MacLane. Anche chi non aveva mai lavorato a nessuno degli episodi, come Brad Bird, venne intervistato, offrendo un parere esterno.

    Un altro ostacolo per gli artisti fu quello di imparare a creare gli stati d'animo con minori punti di controllo e articolazione sul personaggio rispetto a quanto erano abituati. Podesta e Venturini affermarono che il problema era nel far capire agli animatori che dovevano essere in grado di ottenere ciò che volevano anche con personaggi più limitati, come Woody e Buzz. Inoltre, nella sequenza dei titoli di coda, in cui Buzz e Jessie ballano un paso doble, la produzione chiese aiuto ai ballerini di Dancing with the Stars Tony Dovolani e Cheryl Burke per avere dei riferimenti reali sui quali basare la scena.

    Con un budget di 200.000.000 $,

    Tuttavia, la miglioria maggiore fu la resa degli esseri umani, nel realizzare i quali i tecnici applicarono tutte le loro conoscenze in termini di articolazioni, controllo dei movimenti, ombreggiatura delle superfici e simulazioni di tessuti e peli. La difficoltà dell'incarico per i supervisori fu di mantenere un equilibrio tra l'avanzamento tecnologico e la necessità di rendere più piacevole l'aspetto dei personaggi umani, pur dando la sensazione che essi facessero parte di quel mondo. L'animazione fu ufficialmente completata il 26 marzo 2010,

    Design e scenografia



    Il design dei personaggi e le scenografie vennero curate da Bob Pauley, lo scenografo del primo episodio che aveva contribuito alla creazione stilistica di Buzz Lightyear. All'inizio della produzione, il team di lavoro riguardò i disegni concettuali con l'intento di modificare i design originali dei personaggi contenuti nei computer Pixar. La troupe scoprì che i file grafici risalenti a quell'epoca non potevano essere modificati. I realizzatori dovettero ricostruirli da zero, apportando diverse modifiche. A Woody, per esempio, furono aggiunti più livelli di texture e migliorati i motivi grafici dei vestiti. Affinché desse maggiormente l'impressione che fosse fatto di stoffa, furono ridisegnate le cuciture e rese più evidenti le pieghe degli indumenti quando compie dei movimenti. Questo spunto li spinse a visitare il carcere di Alcatraz per poter unire al meglio i due elementi. Tuttavia, l'intento della produzione fu quello di rendere credibile il film, piuttosto che replicare la realtà.

    L'art director si concentrò maggiormente su Andy e sulla resa della sua stanza. Nel film, infatti, il personaggio di Andy è un diciassettenne ed ha subito un drastico cambiamento rispetto al film precedente. Il team di Pauley tornò al modello originale di Andy, una scultura ancora presente negli archivi Pixar, e studiò le fotografie dei figli di Lasseter, prestando particolare attenzione all'evoluzione nel tempo della struttura fisica e del volto per ottenere un'ipotesi realistica di come sarebbe cresciuto Andy. Per quanto riguarda la stanza del personaggio, gran parte della scenografia e degli arredi vennero colorati con varie tonalità di blu, per trasmettere un senso di sicurezza e di assenza di pericoli.

    I realizzatori vollero omaggiare nel film Steve Jobs dando ad Andy un Mac, a Molly un iPod e mostrando brevemente Woody navigare in internet con un iMac G5. Jobs viene anche ringraziato nei titoli di coda del film, insieme, tra l'altro, a Cathleen Brown, Hayao Miyazaki e Toshio Suzuki. La sequenza contiene la più alta mole di dati rispetto al resto del film e, secondo la produttrice Darla K. Anderson, non ci sarebbe stato il tempo materiale né le risorse finanziare adeguate per animare manualmente ogni singolo oggetto presente sullo schermo. Un problema simile si presentò quando venne il momento di animare i numerosi sacchi d'immondizia nel corso del film. I sacchi dovevano essere illuminati e animati plausibilmente senza dare la sensazione di innaturalità, che avrebbe altrimenti distratto gli spettatori. Un altro effetto che si dimostrò più complesso del previsto e che richiese l'uso del simulatore fu l'abbigliamento di Bonnie, composto da molti strati di vestiario di tessuti diversi, tra cui denim, tulle e cotone, che si dovevano muovere e interagire tra di loro come delle vere stoffe.

    Gli effetti speciali del film vennero nominati ai Visual Effects Society Awards e per il BAFTA ai migliori effetti speciali. Quest'ultima nomination fu la quarta candidatura per un lungometraggio d'animazione nella categoria, dopo La bella e la bestia, Toy Story e A Bug's Life - Megaminimondo.

    Effetti sonori



    Gli effetti sonori del film vennero curati dal sound designer Tom Myers, dal mixer Michael Semanick e dal montatore del suono Al Nelson. I tre videro una versione su storyboard del film all'inizio del 2009, durante una riunione con il regista, per poi iniziare separatamente i propri compiti alla fine dell'anno. Gary Rydstrom collaborò al film in veste di consulente, dando consigli e suggerimenti, avendo lavorato ai precedenti Toy Story.

    La preoccupazione principale di Unkrich fu quella di mantenere una continuità e una coerenza con gli altri episodi della serie anche per quanto riguardava i suoni. Gran parte degli effetti sonori, dunque, provennero dalla biblioteca sonora della Pixar. Nuovo materiale fu invece sviluppato per le diverse modalità di Buzz presenti nel film. Per la versione demo, Myers modificò i normali rumori del giocattolo, rendendoli più secchi e metallici. Per la modalità spagnola, invece, i tecnici aggiunsero più fluidità, dandogli una componente «romantica». Unkrich fu molto specifico sugli aspetti del suono e della sua interazione con la colonna sonora. Quando i giocattoli interagiscono con gli esseri umani, per esempio, emettono suoni più deboli e soffocati rispetto ai rumori d'ambiente. Ma quando in scena compaiono solo i giocattoli, i suoni vengono amplificati, per sottolineare una maggiore presenza scenica.

    Uno dei problemi che si presentò nel corso della produzione fu la creazione dei nuovi suoni registrati che Buzz e Woody emettono nel corso del film. Questi effetti, infatti, furono ideati per il primo Toy Story da Gary Summers, con l'uso di una scatola per brusii analogica. Alla fine del 2009, Myers scoprì che quest'ultima era stata distrutta e tentò diverse soluzioni alternative, ma nessun programma poteva simulare alla stessa maniera quel suono. Contattò allora Howie Hammerman, l'ingegnere che ideò la scatola, chiedendogli di ricostruirla. Grazie ad Hammerman, i tecnici riuscirono ad ottenere il brusio dei giocattoli desiderato, seppur con qualche lieve differenza rispetto alla versione originale.

    Toy Story 3, il cui mixaggio finale venne ultimato nel febbraio del 2010, fu il primo film masterizzato e proiettato nei cinema con un sistema audio Dolby Surround 7.1. Questo consentì ai tecnici di essere più precisi nel posizionamento di suoni, musica ed effetti ambientali e rese il dialogo dei personaggi più chiaro e cristallino.

    Colonna sonora



    La colonna sonora del film fu composta da Randy Newman, che aveva già lavorato a Toy Story, Toy Story 2 e ad altri film Pixar. Il regista Lee Unkrich fu molto specifico sugli aspetti della colonna sonora. Chiese infatti al compositore di «Dare un tocco alla Carl Stalling» ad alcune scene, come la prima fuga di Woody dal Sunnyside, in cui tutti i movimenti del giocattolo sono sottolineati da percussioni musicali e supportati dagli effetti sonori.

    Mostrato allo ShoWest di Las Vegas nella primavera del 2010, il film era stato mixato con una colonna sonora temporanea, che includeva Electric Eye dei Judas Priest nella sequenza iniziale, Nella scena dell'inceneritore, invece, il brano di accompagnamento, che proveniva da Terminator 2 - Il giorno del giudizio, influenzò in parte il risultato finale nell'utilizzo di suoni metallici e nell'atmosfera industriale. insieme agli altri candidati nella categoria, finì per vincere il premio, facendo aggiudicare a Newman il suo secondo Oscar per la miglior canzone.

    Distribuzione


    Data di uscita


    La pellicola venne presentata in anteprima il 12 giugno 2010 al Taormina Film Fest e il 15 giugno a Buenos Aires, per poi debuttare nel resto del mondo a partire dai giorni seguenti:
  • 16 giugno in Cina (Wanju zong dongyuan 3), Egitto e Islanda
  • 17 giugno in Argentina, Filippine, Israele (Tzatzooa Shel Sippur 3), Malaysia, Perù, Russia (История игрушек 3), Singapore e Ungheria
  • 18 giugno in Brasile, Bulgaria, Canada, Colombia, Indonesia, Messico, Panama, Polonia, Romania (Povestea jucariilor 3), Stati Uniti d'America e Taiwan
  • 23 giugno nei Paesi Bassi
  • 24 giugno in Australia, Grecia e Kuwait
  • 1 luglio in Nuova Zelanda e Siria
  • 2 luglio in Turchia (Oyuncak hikayesi 3)
  • 7 luglio in Italia (Toy Story 3 - La grande fuga)
  • 10 luglio in Giappone (反斗奇兵3)
  • 14 luglio in Francia (Histoire de jouets 3) e nella regione di lingua francese della Svizzera (Histoire de jouets 3)
  • 15 luglio a Hong Kong
  • 16 luglio in Estonia (Lelulugu 3)
  • 19 luglio nel Regno Unito
  • 23 luglio in Spagna
  • 28 luglio in Belgio
  • 29 luglio in Austria, Germania, Portogallo e nella regione di lingua tedesca della Svizzera
  • 5 agosto in Corea del Sud
  • 26 agosto in Danimarca
  • 27 agosto in Finlandia, Norvegia e Svezia

  • Divieti


    Il film fu distribuito con il visto censura "film per tutti" in gran parte delle nazioni in cui è uscito, eccezione fatta per Finlandia, Norvegia e Svezia, dove fu vietato ai minori di 7 anni, Paesi Bassi e Portogallo, vietato ai minori di 6 anni, mentre in Singapore e in Sudafrica non fu consentita la visione ai minori di 10 anni accompagnati. Questi divieti furono imposti a causa delle scene in cui i giocattoli tentano la fuga dal Sunny Side e responsabili dei momenti più inquietanti della pellicola, e sulla sequenza della fornace, in cui i personaggi protagonisti rischiano la morte. Anche negli Stati Uniti d'America non furono adottati divieti. Tuttavia, poco dopo l'uscita della pellicola, Joan Graves, presidente della MPAA, ammise che la certificazione general audiences fu un grave errore e che, basandosi sulle reazioni e i commenti dei genitori riguardo alla famigerata scena dell'inceneritore, avrebbe dovuto attribuire alla pellicola un visto PG (vietato ai minori di 10 anni non accompagnati).

    Trailer allegati


    Nelle sale cinematografiche vennero distribuiti in contemporanea con la pellicola i trailer di Tron: Legacy, Il regno di Ga'Hoole - La leggenda dei guardiani, L'apprendista stregone, Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero, Megamind. diretto da Teddy Newton, che in Toy Story 3 doppia il personaggio di Telefono chiacchierone, in cui viene raccontato l'incontro tra due entità distinte, Giorno e Notte. Il designer Don Shank affermò che è «diverso da tutto ciò che Pixar ha prodotto fino ad ora». l'Annie Award per miglior cortometraggio e la candidatura all'Oscar al miglior cortometraggio d'animazione.

    Per promuovere il film, il canale Disney XD indisse un concorso, simile a quello ideato per la promozione de La principessa e il ranocchio. Intitolato Un papà per una voce, il concorso prevedeva la partecipazione di un genitore, con figli tra i sei e i quindici anni, che doveva ridoppiare una clip del film e che sarebbe poi stato scelto per prestare la voce al personaggio di Sergente (Army Man 1). Il concorso fu vinto da Giorgio Savoia, architetto milanese, e dalla figlia Margherita, di sei anni.

    Il doppiaggio del film ottenne due candidature al Gran Galà del Doppiaggio Romics DD 2010, per Miglior doppiaggio di un film d'animazione (a Carlo Valli) e Miglior voce femminile di un cartone animato (a Ilaria Stagni, doppiatrice della cowgirl Jessie), vincendo entrambi i riconoscimenti nella sezione votata dal pubblico.

    In maniera simile all'edizione italiana, il doppiaggio del film vide coinvolto diverse personalità spagnole televisive e cinematografiche. Il regista Álex de la Iglesia, che già aveva doppiato il personaggio del Minatore nell'edizione spagnola de Gli Incredibili, prestò la voce a Twitch (Mantis Man in spagnolo), Diego El Cigala doppiò Buzz e il presentatore televisivo Pablo Motos interpretò Sparks. Altri personaggi famosi ingaggiati furono Fofito (Chuck il clown), Manu Carreño (i soldatini), Emilio Gutiérrez Caba (Mr. Pricklepants) e Silvia Abril (Stretch, Pulpi nella versione spagnola). diventando il maggior incasso nel giorno d'apertura per un film animato, battendo il record precedentemente appartenuto a Shrek Terzo che, nel 2007, aveva aperto con 38 milioni di dollari. Nel fine settimana d'apertura, la pellicola incassò 110.307.189 $, il debutto più alto di sempre per un film Pixar, superando i 70 milioni de Gli Incredibili - Una "normale" famiglia di supereroi, e per qualsiasi film uscito nel mese di giugno, record precedentemente detenuto da Transformers - La vendetta del caduto. Il 12 luglio 2010, Toy Story 3 sorpassò Alla ricerca di Nemo come miglior incasso per un film Pixar e un mese dopo batté Shrek 2, diventando il film animato con il maggior incasso di sempre.

    Nel Regno Unito, Toy Story 3 uscì il 19 luglio 2010, esordendo con un incasso pari a 21 milioni di sterline e diventando il secondo maggior incasso d'apertura dopo Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. In agosto, con un guadagno di 50 milioni di sterline, Toy Story 3 diventò il film con il più alto incasso di sempre per un film animato, per poi assestarsi intorno ai 61 milioni di sterline, diventando il secondo film più visto di sempre nella nazione, dopo Avatar. incassando nel primo fine settimana di sfruttamento poco più di 2 milioni di euro,

    A fine corsa, Toy Story 3 incassò 406.155.373 $ negli Stati Uniti e in Canada e 606.400.000 $ nel resto del mondo, arrivando ad un incasso globale di 1.012.555.373 $ in tutto il mondo, diventando il più remunerativo film della serie, il settimo maggior incasso nella storia del cinema e il più alto incasso dell'anno.

    Critica




    Toy Story 3 - La grande fuga ottenne pareri e recensioni molto positive dalla maggior parte dei critici, tanto che il sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes registrò un 99% di "freschezza". A.O. Scott, sul New York Times lo applaudì alla stessa maniera, mentre Joe Morgenstern, sul The Wall Street Journal, scrisse di aver trovato la pellicola la migliore della trilogia, citando le scene al Sunnyside come emblematiche della nascita delle dittature.

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    Come le migliori fiabe Toy Story 3 è più serio di quello che sembra, eppure lo sembra a stento. Il terzo episodio della serie Pixar è divertente e vivo. Ma è il terzo anche di una trilogia spirituale, insieme a WALL•E e Up, sulla contemplazione della mortalità, dei valori umani e della memoria.

    Toy Story 3 è un film migliore in quanto riesce a raggiungere il suo obiettivo in termini convenzionali. Per 103 minuti non dà mai per scontato l'interesse del pubblico e si muove sempre avanti. Dunque è anche meno ambizioso. Wall-E e Up erano più sperimentali in questo senso. In Toy Story 3 ogni cosa importante è parte del flusso.
    |-
    | style="text-align: right;" | San Francisco Chronicle.
    |}

    Variety esaltò il climax del terzo atto: «Toy Story 3 raggiunge l'apice nei momenti più drammatici e l'ultimo quarto d'ora ripaga i sentimenti investiti dagli spettatori quindici anni fa». Germain Lussier (SlashFilm.com) ebbe invece delle riserve sul finale, non altrettanto sviluppato e curato come il resto della storia. James R. Whitson, su AnimatedView.com, notò un miglioramento nell'animazione, più fluida, espressiva e con allestimento della scena più elaborato, ma non rimase impressionato dal livello del doppiaggio dei personaggi di contorno. Secondo il sito, l'opera rappresenta «Un bellissimo omaggio alla fine dell'infanzia, un potente memorial sull'affrontare la morte con dignità, un'intensa testimonianza sul fatto che sia normale andare avanti con la propria vita e lasciarsi alle spalle il passato».

    Roger Ebert recensì positivamente la pellicola, nel complesso, ma criticò aspramente l'utilizzo del 3D, USA Today aggiunse che gli occhialini 3D «Servono anche a nascondere le lacrime che qualsiasi essere senziente verserà durante il finale». mentre Leonard Maltin, critico e storico dell'animazione, suggerì che «Il 3D è così poco invasivo perché alla Pixar credo importi poco di questo strumento. I loro film hanno già molta dimensione». Furono pochi i critici a bocciare completamente la pellicola. Tra questi, Armond White, giornalista del New York Press, che definì il film «Un gioco noioso, adatto solo a quelli sottoposti a lavaggio del cervello». Jonathan Levine, e Edgar Wright, che lo inserì nella lista dei suoi cinque film preferiti dell'anno.

    Critica inglese


    Nel Regno Unito, i critici elogiarono il film, definendolo «Lo standard dorato per l'animazione al computer», «Ispirato ed entusiasmante come l'originale», Total Film lo proclamò «Uno dei miglior film dell'anno.», e per l'Independent «È il miglior film dell'estate. Di qualsiasi estate».

    La sezione britannica del sito IGN lo inserì al tredicesimo posto nella classifica dei migliori film animati di sempre.

    Critica italiana


    In Italia, Toy Story 3 - La grande fuga raccolse pareri e critiche molto positive dalla grande maggioranza dei critici, che giudicarono il film al pari, se non superiore, ai precedenti capitoli e in linea con gli altri lavori Pixar. Particolare successo riscossero la diversità di generi presenti all'interno della pellicola, la capacità di intrattenere un pubblico variegato di giovani e adulti e la ricchezza visiva e narrativa.

    Boris Sollazzo, su Liberazione, scrisse che «Ogni momento del film è una sorpresa, una sfida. Cercherete un film d'animazione, troverete la vita», Il sito FantasyMagazine, più tiepidamente, lo liquidò come un prodotto ben confezionato, ma con un uso del 3D che non sembra aggiungere nulla alla storia. Anche Mariarosa Mancuso, su Il Foglio, scrisse una recensione molto positiva che evidenziò la ricchezza e la maestria tecnica del film: «L'animazione Pixar non conosce limiti, né di tecnica (sublime) né di temi (universali). Dove lo trovate un altro film di un’ora e mezza furiosamente riscritto per un paio d’anni, fino all’assoluta perfezione? Applausi fino a spellarsi le mani».

    Primati


    Già dai primi giorni di programmazione nelle sale statunitensi, Toy Story 3 segnò alcuni importanti risultati, grazie alla popolarità della saga e al sovrapprezzo del biglietto 3D, arrivando a diventare una delle pellicole più remunerative di sempre. Tra i record superati:
  • Maggiore incasso mondiale per un film animato, non tenendo conto dell'inflazione, e maggior incasso internazionale del 2010: un miliardo di dollari.
  • Primo film animato a superare il traguardo del miliardo di dollari. Grazie a Toy Story 3 la Disney diventò il primo studio nella storia a produrre due film (l'altro fu Alice in Wonderland) che sfondarono il muro del miliardo di dollari nello stesso anno.
  • Primo maggior incasso domestico per un film d'animazione in 3D.
  • Maggior numero di copie presenti nelle strutture cinematografiche per un film animato: 4.028 cinema e oltre 9.000 schermi.
  • Primo film Pixar ad essere proiettato su uno schermo IMAX in America.
  • Primo film in Italia ad essere proiettato su uno schermo IMAX 3D, solitamente riservato a documentari e filmati educativi, nel parco Oltremare di Riccione.
  • Uno sfondo nero con il numero 3 al centro dell'immagine, usato come poster iniziale, con la prima tagline del film, No toy gets left behind ("Nessun giocattolo viene lasciato indietro").
  • Una serie di poster raffiguranti i singoli personaggi su sfondo nero che interagiscono il numero 3 del titolo.
  • Tutti i personaggi stretti del film in un unico poster, con al centro l'effigie del numero 3.
  • Woody e i suoi amici, appena usciti dallo scatolone delle donazioni, stupefatti e spaventati davanti alla visione dell'asilo. La locandina è la prima a presentare la tagline The breakout comedy of the summer (frase basata sul gioco di parole di breakout, che sta a significare sia "Evasione, fuga", ma è anche un modo di dire per intendere una rivelazione, una novità. In italiano il gioco di parole verrebbe perso in quanto la traduzione privilegerebbe quest'ultimo significato: "La commedia rivelazione dell'estate").
  • Buzz, Woody e gli altri giocattoli intenti a scappare, di notte, dal Sunnyside, inseguiti dal camioncino giocattoli dei giocattoli dell'asilo. La tagline recita The Great Escape, frase poi usata come sottotitolo per la versione italiana del film.
  • Delle locandine realizzate durante il periodo promozionale per festeggiare la Pasqua (i giocattoli reggono un uovo di Pasqua gigante) e il campionato mondiale di calcio 2010 (Woody e gli altri intenti a trasportare una vuvuzela, con vari slogan che cambiano a secondo della nazione).

  • Trailer


  • Dopo essere stato mostrato le prime immagini del film al NAB Show di Las Vegas nell'aprile 2009, Il filmato mostra Woody guidare una squadra di giocattoli nella creazione del logo del film, con oggetti di fortuna recuperati nella stanza, mentre Buzz ne ha già costruito la versione definitiva. Woody ribatte che il loro logo si illumina, mostrando le luci intorno al titolo. Buzz, allora, batte le mani, facendo illuminare il proprio logo.
  • Il 2 ottobre 2009 venne presentato il primo trailer ufficiale del film, allegato al versione in 3D di Toy Story e Toy Story 2.

  • Campagna virale


    Per la promozione del film vennero create diverse campagne virali parallele, costituite principalmente da video e clip animate. Tra i video virali, un'intervista a Ken, uno dei nuovi personaggi del film, in cui il bambolotto discute il suo essere un accessorio per bambine,

    In seguito, vennero caricate YouTube, tramite gli utenti fake MrCrazycommercials e GaikokujinJoe1 (soprannome dato dai Giapponesi ai turisti stranieri),

    Come ulteriore mossa promozionale, il primo atto del film fu proiettato in anticipo per gli studenti di 65 università americane. La visione del film, totalmente gratuita, era possibile se si dimostrava all'entrata la propria identità di studente frequentante una di queste università. Queste proiezioni avevano l'obbiettivo di invogliare il pubblico a comprare il biglietto per vedere il finale, ma anche per tentare di fare presa su un pubblico che avrebbe potuto non essere più interessato alla serie di Toy Story, avendo visto il primo film durante l'infanzia, e relegandola ad un'esperienza prettamente infantile.

    Riconoscimenti



    Il film venne nominato per svariati premi e riconoscimenti, inclusi tre Annie Awards, cinque Academy Awards e un Premio Golden Globe, ottenendo l'Oscar al miglior film d'animazione e quello per la migliore canzone, venendo nominato anche per la migliore sceneggiatura non originale, il miglior montaggio sonoro e al miglior film alla 83ª edizione degli Oscar. La Disney puntò molto sulla performance del film agli Oscar, promuovendolo con un'imponente campagna pubblicitaria attraverso i cosiddetti For Your Consideration.

    Edizioni home video



    Per il mercato dell'home video vennero distribuite tre differenti versioni del film, un DVD a disco singolo, un doppio disco Blu-ray e una versione contenente i due dischi in Blu-ray, il disco DVD e una copia digitale del film.

    Il film fu distribuito sul mercato americano il 2 novembre 2010, mentre in Italia le versioni home video della pellicola uscirono il 20 ottobre dello stesso anno.
  • Svariati lungometraggi Pixar vengono omaggiati nel corso del film: in camera di Andy è visibile un adesivo ritraente il protagonista di Newt, film Pixar abortito in fase di pre-produzione che era stato affidato a Gary Rydstrom, uno sticker di Nemo, una cartolina che riporta come mittenti Carl ed Ellie Fredricksen, protagonisti di Up e un poster ritrae Finn McMissile, un personaggio di Cars 2, le batterie che alimentano Buzz sono della marca Buy-n-Large, mentre nella scena delle scommesse si vedono delle pile di marca Revolting, la stessa marca presente in Cars - Motori ruggenti, film che viene anche citato sulla maglietta di uno dei bambini dell'asilo, mentre nell'asilo appaiono le versioni giocattolo di svariati personaggi Pixar, come Saetta McQueen, Nemo e Mr. Ray, Flick e Boo e Mike e sul muro di una classe si nota la scritta "ATTA", nome della co-protagonista de A Bug's Life - Megaminimondo.
  • Oltre ai film, sono citati anche diversi cortometraggi Pixar: Luxo Jr. appare sulla scrivania di Andy, così come compare, alla fine del film, nella sabbionaia, la palla con cui gioca Luxo nel corto, l'ape di The Adventures of André and Wally B. è disegnata sullo zainetto di Bonnie, mentre i giocattoli di Tin Toy sono presenti nelle prime scene all'asilo.
  • Uno dei giocattoli di Bonnie ha le fattezze di Totoro, protagonista dell'omonimo film di Hayao Miyazaki.
  • Tentando la fuga dall'asilo, Mr. Potato saltella su un pianoforte, intonando accidentalmente la melodia che costituisce l'inizio di Petrushka chord, il leitmotiv di Petruška, un balletto composto da Igor Stravinsky su un pupazzo che prende vita.
  • Dopo essere precipitato dall'aquilone rotto, Woody si salva grazie alla cordicella sulla sua schiena che rimane impigliata ad un ramo, fermandolo all'ultimo prima che tocchi il suolo, scena simile a quella presente in Mission: Impossible con Tom Cruise.
  • Nel guardaroba di Ken, uno dei capi è identico a quello indossato dai Beatles nella copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Dopo averlo visto, Barbie domanda di che anno è l'indumento, suggerendo il 1967, proprio l'anno di uscita del disco.
  • Il nome che compare sulla chat del computer in camera di Bonnie, Velocistar237, è un riferimento al film preferito del regista, Shining: 237 è, infatti, il numero della famigerata stanza dell'Overlook Hotel. La stessa citazione viene poi ripresa nel corso del film, in quanto compare come il numero di targa del furgone che porta i giocattoli alla discarica.
  • La lista di infrazioni che farà andare nella sabbionaia i giocattoli è una citazione a Il ponte sul fiume Kwai e Nick mano fredda.
  • Tra i rifiuti della discarica è presente il portavivande dell'L'uomo da sei milioni di dollari.
  • L'inquadratura in cui Woody viene tirato da Lotso nel cassone dei rifiuti è una riferimento a sequenza presente in La casa di Sam Raimi, in cui Ash viene risucchiato nella cantina.
  • Il salvataggio da parte degli alieni è un riferimento al Deus ex machina e alla sua originale funzione e messa in scena.
  • Il montaggio finale del film in cui Andy gioca con i suoi giocattoli è ispirato ad una scena simile di Parenti, amici e tanti guai.

  • Citazioni e parodie


  • In Up, nella sequenza in cui Carl prende il volo con la sua casa, viene inquadrata la camera di una bambina. Appoggiato al letto, si nota Lotso, antagonista della pellicola. La stessa bambina, inoltre, è presente in una scena al Sunnyside.
  • In Cars 2, in una delle scene ambientate a Tokyo, è presente un'insegna dedicata al personaggio di Lotso.
  • Nell'episodio Abbasso la carne della serie 10 cose che odio di te, Bianca afferma che Cameron sta «Contando i giorni che mancano all'uscita di Toy Story 3».
  • Nella puntata Antropologia della serie Community, Pierce chiede ai membri del gruppo di studio se hanno visto Toy Story 3.
  • In un dialogo dell'episodio L'insufficienza delle scuse della serie Big Bang Theory, il personaggio di Raj cita il titolo del film.
  • Nell'episodio Classy Christmas della serie The Office, Holly afferma che lei e A.J. hanno guardato l'intera trilogia di Toy Story in un giorno solo. Una bambola di Woody, inoltre, funge da gag ricorrente nel corso della puntata.
  • Nella puntata della ventiduesima stagione de I Simpson Un bel sogno di mezza estate (A Midsummer's Nice Dream) compare tra la spazzatura accumulata dalla gattara il personaggio di Lotso.

  • Altri media


    Romanzo


    Nel maggio del 2010 venne pubblicato l'adattamento per ragazzi del film. Intitolato Toy Story 3 Junior Novelization e scritto da Jasmine Jones, il libro segue fedelmente la trama del film, semplificando le vicende per i lettori più giovani, e include delle immagini tratte dalla pellicola. un libro con testi di Charles Solomon sulla realizzazione del film, corredato da immagini, artwork e disegni preliminari degli artisti. The Art of Toy Story 3 presenta anche una prefazione di John Lasseter e un'introduzione di Lee Unkrich e Darla K. Anderson.

    Videogioco



    Dal film venne tratto un videogioco, Toy Story 3: Il videogioco (Toy Story 3: The Video Game), pubblicato dai Disney Interactive Studios e sviluppato dalla THQ. la longevità di gioco e le missioni che, seppur fin troppo semplici per un giocatore adulto, furono ben accolte per la grafica e l'art design. Nell'autunno del 2010, al contrario, la compagnia li obbligò ad accettare una nuova assicurazione sanitaria, giudicata troppo costosa dal sindacato, senza aumentare i salari. Citando come motivo il fatto che nel film si promuovessero il rispetto verso gli altri, una cosa che, secondo l'unione, la Disney non stava praticando, Toy Story 3 venne scelto come fulcro della protesta. Misero in piedi una vera campagna contro il film, organizzando picchetti, raduni e creando un sito web, NoToyStory3.org. fino a marchi come la Visa e l'Aflac, la più grande compagnia d'assicurazione statunitense. fino ad un album tematico di figurine, che vennero preceduti da una nuova collezione dedicata ai primi due episodi.

    Sequel



    In risposta alle insistenti domande su un seguito di Toy Story 3, il regista negò l'ipotesi di realizzare un Toy Story 4, diretto da Gary Rydstrom,

    Il 27 luglio 2011, John Lasseter, durante una conferenza, conferma che Toy Story 4 esiste e che uscirà nel 2015 nelle sale cinematografiche.