Si può fare
(Si può fare)
Regia:
Genere:
commedia, drammatico
Attori:
Claudio Bisio Anita Caprioli Andrea Bosca Giovanni Calcagno Michele De Virgilio Carlo Giuseppe Gabardini Andrea Gattinoni Natascia Macchniz Rosa Pianeta Daniela Piperno Franco Pistoni Pietro Ragusa Franco Ravera Maria Rosaria Russo Bebo Storti Ariella Reggio Giulia Steigerwalt Tony D'Agostino Giuseppe Battiston Giorgio Colangeli
Sceneggiatura:
Fabio Bonifacci, Giulio Manfredonia
Produttore:
Angelo Rizzoli Jr., Andrea Rizzoli Jr.
Produzione:
Rizzoli Film
Soggetto:
Fabio Bonifacci
Produzione esecutiva:
Federico Boldrini Parravicini
Distribuzione:
Warner Bros.
Fotografia:
Roberto Forza
Musiche:
Pivio e Aldo De Scalzi
Scenografia:
Marco Belluzzi
Costumi:
Maurizio Millenotti
Paese:
Italia
Anno Produzione:
2008
Durata:
111 min
Si può fare è un film del 2008 diretto da Giulio Manfredonia, scritto dal regista con Fabio Bonifacci, autore anche del soggetto, ispirato alle storie vere delle cooperative sociali nate negli anni ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia, in particolare a quella della cooperativa "Noncello" di Pordenone.
Il film è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia e ai 30.000 soci diversamente abili che vi lavorano.
Si tratta del primo film per il grande schermo prodotto da Angelo Rizzoli a distanza di quindici anni dal precedente Padre e figlio (1994) e il primo a nome della Rizzoli Film a distanza di trent'anni da Dimenticare Venezia (1979).
, tanto da essere considerato come una possibile risposta nostrana allo statunitense Qualcuno volò sul nido del cuculo, film di Milos Forman con Jack Nicholson.
Trama
Milano 1983: Nello (Claudio Bisio) è un sindacalista che dopo aver scritto un libro sul mondo del mercato viene attaccato duramente dai "compagni"; viene quindi trasferito alla Cooperativa 180, una delle tante sorte dopo la legge 180 per accogliere i pazienti dimessi dai manicomi. Dopo alcuni attriti iniziali con i pazienti, Nello decide di far capire loro il vero spirito di una cooperativa coinvolgendoli maggiormente. Ascoltando le idee di tutti, in un'assemblea viene presa la decisione di abbandonare il lavoro assistenziale e di entrare nel mercato diventando posatori di parquet: ogni paziente ricoprirà un ruolo all'interno della cooperativa secondo le proprie caratteristiche. Dopo il primo lavoro, fallito per inesperienza, riescono a ottenere un appalto in un atelier d'alta moda. Il giorno della scadenza della consegna finisce il legno: Luca e Gigio (Giovanni Calcagno e Andrea Bosca) decidono così, vista anche la loro abilità artistica, di usare gli scarti per realizzare un pannello raffigurante una stella e coprire così l'intero pavimento. L'idea, oltre a venire molto apprezzata, si fa strada e la cooperativa ottiene sempre più appalti. Nello si rende conto che c'è bisogno di ridurre il dosaggio dei farmaci, ma a questo il Dott. Del Vecchio (Giorgio Colangeli) si oppone fortemente. A questo punto Nello si affida al Dott. Furlan (Giuseppe Battiston) e con i fondi ricevuti dall'Unione europea i soci si trasferiscono in una nuova sede. Quando tutto sembra andare per il meglio avviene una tragedia: nel frattempo, infatti, Gigio si innamora di Caterina (Maria Rosaria Russo), una ragazza per la quale ha lavorato, che poi invita lui e Luca ad una festa in casa sua; quella sera però vengono derisi dagli amici di Caterina, Luca perde il controllo e scatta una piccola rissa. In questura Gigio sente Caterina che, mentre cerca di far ritirare la denuncia, li definisce "poveracci" e lascia intendere di non aver dato molta importanza al bacio che aveva dato a Gigio; a seguito di ciò Gigio si suicida e il fatto viene imputato anche alla riduzione elevata dei farmaci. Sembra la fine di un sogno: i pazienti vengono riportati nella vecchia sede sotto l'assistenza del Dott. Del Vecchio, che però ammette di aver riscontrato dei miglioramenti del loro stato psichico dovuti all'attività lavorativa. La cooperativa ottiene un grosso appalto a Parigi per decorare le fermate della nuova linea metropolitana. Il film si chiude mostrando i numerosi pannelli già pronti e l'arrivo di nuovi soci da altri manicomi.
