La solitudine dei numeri primi
Regia:
Genere:
drammatico
Attori:
Sceneggiatura:
Saverio Costanzo, Paolo Giordano
Produttore:
Mario Gianani, Anne-Dominique Toussaint, Philipp Kreuzer
Produzione:
Offside, Bavaria Pictures, Les Film des Tournelles, Le Pacte, Medusa, in collaborazione con Sky Cinema
Soggetto:
Paolo Giordano
Produzione esecutiva:
Olivia Sleiter
Distribuzione:
Medusa
Fotografia:
Fabio Cianchetti
Musiche:
Mike Patton
Scenografia:
Antonello Geleng, Marina Pinzuti Ansolini
Costumi:
Antonella Cannarozzi
Paese:
Italia
Anno Produzione:
2010
Durata:
118 min
La solitudine dei numeri primi è un film del 2010 diretto da Saverio Costanzo tratto dall'omonimo romanzo di Paolo Giordano.
Il film è stato presentato in concorso al 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e distribuito nelle sale cinematografiche il 10 settembre 2010.
Il film è riuscito ad incassare complessivamente € 3.395.000.
Trama
Anni 1984, 1991, 2001, 2009.
Mattia e Alice, coetanei torinesi, trascorrono le loro vite senza mai incrociarle; entrambi hanno un'infanzia difficile alle spalle, segnata dalla solitudine e dall'incomunicabilità. Così simili e affini tra loro, eppur così diversi nelle reciproche solitudini: Mattia che cresceva rifiutando il mondo, e Alice invece sentendosi rifiutata dal mondo intero.
Alice, costretta a praticare sci dal padre che ne vuole fare una campionessa nonostante le doti non eccezionali, si ferisce gravemente per una caduta e rimane zoppa; ha un rapporto conflittuale col cibo che rasenta l'anoressia ed è derisa dalle compagne; umiliata e mortificata dalle prepotenze commesse dalla cricca di Viola, la ragazza più affascinante e carismatica del liceo, Alice finisce per guardarla come un modello e un riferimento fino a diventarne amica.
Mattia, invece, custodisce un segreto che rivelerà solo ad Alice: ha sulla coscienza la scomparsa della gemellina Michela, mai più trovata, che aveva parcheggiato su una panchina, in modo da partecipare a una festicciola fra compagni di scuola senza l'ingombrante peso della sorella, malata di autismo; con gli anni ha sviluppato sempre più il suo talento e la sua intelligenza per la matematica, ma anche pericolose tendenze autolesionistiche che lo portano a infliggersi di continuo ferite, soprattutto ai palmi delle mani. Al liceo conosce Denis, il suo compagno di banco e unico vero amico.
Ed è proprio negli anni del liceo che Mattia e Alice si conoscono, finiscono col trovarsi, quasi col completarsi in un'amicizia taciturna ma reale e affettuosa.
E Mattia vede il rapporto che lo lega con Alice come quello che lega i numeri primi.
Quei numeri che in matematica sono divisibili solo per 1 e per se stessi. Tra i numeri primi ve ne sono alcuni più speciali: i primi gemelli, coppie di numeri primi che si trovano quasi vicini, separati solo da un numero che impedisce loro di toccarsi per davvero come ad esempio l'11 e il 13. Mattia pensa che lui e Alice siano proprio così, due numeri primi gemelli.
Sempre lì li per toccarsi, pronti a completarsi a vicenda; ma con una disperata eppure insormontabile barriera di incomunicabilità, che impedisce loro di appartenersi realmente l'un l'altro.
Mattia intanto si è laureato brillantemente in matematica, mentre Alice abbandona gli studi per dedicarsi alla sua passione per la fotografia.
Nel frattempo le condizioni di salute della madre della giovane si aggravano al punto da richiederne il ricovero in ospedale, ove Alice conosce Fabio, affascinante medico, premuroso e gentile.
L'irruzione di Fabio nella vita di Alice e una borsa di studio offerta a Mattia in una prestigiosa università tedesca porteranno, a causa dell'incapacità di parlarsi e di comunicarsi i propri reciproci sentimenti, i due giovani a perdersi.
A ridosso dei trent'anni li ritroviamo più soli e disillusi di prima: il matrimonio di Alice è già naufragato, Mattia ottiene prestigiosi riconoscimenti ma si sente sempre solo; il miraggio di Michela, che Alice crede di aver intravisto al mercato, la induce a cercarlo, mandandogli una foto e una richiesta d'incontro in Germania, dove Mattia risiede ormai da sette anni.
Egli corre subito da lei, entrambi vengono avvolti da mille emozioni nel vedersi, ma non riescono a spiegare ciò che provano. Di mattina Alice non trova più Mattia nel suo appartamento: scende nel parco sotto casa e lo trova sulla panchina dove tanti anni prima egli aveva ordinato alla sorellina di fermarsi attendendolo. Con titubanza avvicina la mano alla sua testa, lo accarezza e si china a baciarlo.
Produzione
Il film è prodotto dalla Wildside, neonata casa di produzione che vede tra i soci Mario Gianani, Lorenzo Mieli, Fausto Brizzi, Marco Martani e lo stesso Costanzo ed è stato girato tra Torino e Sestriere.
Differenze tra film e romanzo
Il copione è stato scritto con la collaborazione dell'autore, il quale ha voluto evitare che il film diventasse una vera copia in immagini del libro.
Riconoscimenti
Il film ha ricevuto cinque candidature ai Nastri d'argento: regista del miglior film, migliore attrice protagonista (Alba Rohrwacher), miglior fotografia, miglior scenografia e miglior montaggio.
