J. Edgar
(J. Edgar)
Regia:
Genere:
biografico, drammatico
Attori:
Leonardo DiCaprio Armie Hammer Naomi Watts Josh Lucas Ed Westwick Lea Thompson Dermot Mulroney Jeffrey Donovan Stephen Root Judi Dench Ken Howard Miles Fisher Ryan McPartlin Damon Herriman Christian Clemenson Denis O'Hare Geoff Pierson Christopher Shyer Michael O'Neill Amanda Schull Josh Hamilton Zach Grenier Gary Werntz Josh Stamberg
Sceneggiatura:
Dustin Lance Black
Produttore:
Clint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer, Ron Howard
Produzione:
Imagine Entertainment<br>Malpaso Productions<br>Wintergreen Productions
Produzione esecutiva:
Tim Moore, Erica Huggins
Distribuzione:
Warner Bros.
Fotografia:
Tom Stern
Musiche:
Clint Eastwood
Scenografia:
James J. Murakami
Costumi:
Deborah Hopper
Paese:
Stati Uniti d'America
Anno Produzione:
2011
Durata:
137 min
J. Edgar è un film del 2011 diretto da Clint Eastwood, da una sceneggiatura di Dustin Lance Black.
Il film racconta la carriera del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover a partire dagli attentati anarchici nel 1919 fino al giorno della sua morte nel 1972, affronta anche la vita privata e la presunta omosessualità di Hoover.
Il film è interpretato da Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Ed Westwick, Jeffrey Donovan e Judi Dench.
Trama
Nel film si affrontano le fasi più importanti di come J. Edgar Hoover modifica radicalmente il metodo e i mezzi investigativi dell'FBI: la narrazione parte con l'ormai vecchio Edgar, che racconta il suo excursus lavorativo da semplice impiegato a direttore dell'FBI. Tutto l'intero film presenta continui flashback, che danno vita alla narrazione di Edgar. Vissuto in una famiglia in cui la madre è autoritaria e il padre è un uomo vecchio e malato, il giovane Hoover è descritto come un giovane il cui unico scopo della vita è fare carriera, mettendo tutto il resto in secondo piano (come si vedrà in seguito, è succube delle decisioni di una madre autoritaria e di un'educazione rigida e conservatrice). Il suo unico obiettivo è difendere la patria da qualsiasi tipo di attacco.
Entrato a far parte del Dipartimento di Giustizia, vive in prima persona gli attentati della fazione radicale e bolscevica e nel 1919 viene nominato capo della nuova Divisione di Intelligence Generale del Bureau Investigation, e poco dopo diventa direttore dello stesso Bureau. Giorno dopo giorno, rinnova l'intero personale degli agenti speciali assunti dal dipartimento, richiedendo sempre più specifiche competenze (non solo di tipo scolastico, ma anche di tipo fisico, quali la forma, l'aspetto e l'abbigliamento). È proprio nella selezione dei giovani agenti che conosce Clyde Tolson, collaboratore che lo accompagnerà durante tutta la sua vita, sia in ambito lavorativo che in quella privata: nel racconto si sottolinea il rapporto tra i due, che va oltre la semplice amicizia, ma che non si spingerà mai oltre la reciproca fiducia. Solo in un'occasione, durante un viaggio di lavoro, mentre Clyde rivela il suo amore per lui, Edgar confida la decisione di dover prendere moglie (nell'educazione conservatrice un uomo senza moglie è considerato un uomo incompleto, di cui si sospetta un tipo di natura eticamente sbagliata), e dopo un litigio burrascoso e un bacio, Edgar afferma di non voler più ripetere una situazione di quel genere, mentre Clyde minaccia di andarsene via nel momento in cui lui avesse preso moglie o si fosse fidanzato: Edgar non si sposerà mai.
Di tutti i casi risolti nella sua carriera, ne vengono menzionati in particolare tre: il caso del rapimento del figlio di Charles Lindbergh, in cui si sottolinea l'importanza dell'uso della scienza e dei mezzi tecnologici per lo svolgimento dell'investigazione. Edgar, promotore di innovazione investigativa, trasforma man mano la sede dell'FBI in un centro di ricerca all'avanguardia, le cui prove, avvalendosi di tecniche scientifiche e specialisti del campo, diventano schiaccianti per la risoluzione dei casi e nelle accuse dei colpevoli (in questo particolare caso l'FBI fa sì che il riscatto sia composto da soldi tracciabili, e proprio l'uso di questi soldi condurranno gli agenti all'arresto di Bruno Hauptmann). Purtroppo il caso si risolve con il tragico ritrovamento del corpo del bimbo, anche se era stato pagato il riscatto: Edgar intuisce già dall'inizio che il rapimento non era andato a buon fine, in quanto la scala di legno usata per raggiungere il piano in cui si trovava il bambino, era stata ritrovata spezzata, a causa del peso. L'episodio finisce con la condanna a morte del rapitore.
La seconda vicenda tratta della guerra dei Gangster che colpì la sicurezza dell'intero paese: chiedendo al dipartimento maggiori finanziamenti e l'autorizzazione di arrestare e dell'uso di armi, l'FBI si trasforma in un vero e proprio corpo per la protezione e salvaguardia del Paese, con un proprio regolamento federale valido per tutti gli Stati Uniti. Uno dopo l'altro i capi della criminalità organizzata vengono arrestati o uccisi, in particolare viene ricordato la cattura e uccisione di John Dillinger, avvenuta da parte dell'agente speciale Melvin Purvis. In questo particolare caso sono sottolineate alcune tra le debolezze di Edgar, restio alle critiche di qualsiasi tipo: dopo esser stato accusato di non esser un agente completo in quanto incapace di dirigere in campo un'azione d'arresto, comincia a partecipare ai compiti svolti dagli agenti fuori dagli uffici, ma, per capriccio, fa spostare brillanti agenti dal campo aperto alla scrivania, in quanto geloso dei loro progressi; il caso più eclatante fu proprio quello dell'agente speciale Melvin Purvis, declassato dopo aver ricevuto onorificenze per le proprie azioni di coraggio.
Infine la terza vicenda, che coinvolge il nostro protagonista dagli esordi alla fine della sua carriera, è proprio la salvaguardia della sicurezza nazionale dagli scandali degli uomini di potere: introducendo l'uso delle microspie, Edgar ottiene un potere non costituzionale che gli permette di "minacciare" anche i suoi superiori, tra cui il presidente, per ottenere maggiori finanziamenti e migliorie per l'FBI. Ogni singolo segreto, ogni singola situazione non eticamente corretta, viene catalogata all'interno del proprio archivio personale, diventando così uno degli uomini più potente degli Stati Uniti.
Infine si sottolinea la natura effimera dell'uomo, che anche se potente, è comunque mortale e che proprio alla morte deve chinarsi senza ribellarsi. Edgar non accetta la vecchiaia.
Governò l'FBI col pugno di ferro per 50 anni con notevoli risultati, e passando attraverso otto presidenti americani, da Calvin Coolidge a Richard Nixon. Discusso e odiato per i suoi metodi non certo delicati, J. Edgar fu anche accusato di violazione dei diritti umani, specialmente durante il maccartismo, ma l'FBI sotto di lui ha sempre avuto notevoli risultati.
Distribuzione
Il trailer italiano del film è stato rilasciato il 24 ottobre 2011. J. Edgar è stato il film d'apertura del AFI Fest 2011 il 3 novembre 2011, successivamente è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi da Warner Bros. il 9 novembre, in edizione limitata, e l'11 novembre in larga distribuzione. In Italia il film è uscito il 4 gennaio 2012.
Critica
Le recensioni non sono state omogenee: molti critici ringraziano la prestazione di Di Caprio, ma nel complesso, affermano che il film manca di coerenza. Secondo i rapporti del Rotten Tomatoes, il 42% di 146 critici hanno dato al film una recensione positiva, con un voto medio di 5,8 su 10. "L'interpretazione di Leonardo Di Caprio è buona, ma troppo androgino lui per entrare nei panni di un uomo come Hoover. Il personaggio di J. Edgar ha molti difetti: il trucco, scarsa illuminazione, narrazione confusa e monotona narrazione".
Roger Ebert ha scritto che il film è "affascinante", "magistrale", e ha elogiato le prestazioni di Di Caprio come attore capace, dalle prestazioni sottili e suadenti, interpretando un Hoover mai rivelato, forse anche a sé stesso, premiando il film con tre stelle e mezzo (su quattro).
