Il segreto di Esma
(Grbavica)
Regia:
Genere:
drammatico
Attori:
Sceneggiatura:
Jasmila Žbanić
Soggetto:
Jasmila Žbanić
Fotografia:
Christine A. Maier
Musiche:
Enes Zlatar
Scenografia:
Kemal Hrustanović
Paese:
Bosnia ed Erzegovina
Anno Produzione:
2006
Durata:
90 min
Il segreto di Esma (Grbavica) è un film del 2006, diretto da Jasmila Žbanić.
Trama
Bosnia: il dopoguerra è lungo e duro per tutti, tra ferite difficili da rimarginare e una vita che fatica a tornare alla normalità.
Esma ha cresciuto da sola la vivacissima Sara che, privata della figura paterna e vissuta sempre tra enormi ristrettezze, ora che è dodicenne deve aggiungere al resto anche le problematiche tipiche dell’età adolescenziale.
Esma trova un lavoro come cameriera in un locale notturno e intanto fa anche la sarta. Sacrifica così anche un po’ il rapporto con la figlia che, infatti, odia la sua amica che la tiene a bada tutte le sere, e ancor di più l’uomo che spesso la riporta a casa dopo il lavoro di notte.
La ragazzina aspetta con ansia un appuntamento: la gita scolastica. La madre è cosciente di quanto sia importante questa cosa per la figlia e si spezza la schiena per poter ottenere i soldi necessari perché questo piccolo sogno si possa realizzare.
La quota di partecipazione infatti è piuttosto elevata, tanto che Esma è costretta a chiedere un anticipo, prima al servizio assistenziale poi al suo principale. Non ottiene né l’uno né l’altro, ma quando chiede aiuto all’amica, questa, con una raccolta tra le colleghe operaie della fabbrica riesce in quello che sembrava impossibile.
Però, a questo punto, Sara desidera soprattutto sapere la verità.
Per avere un’esenzione dal pagamento della quota per la gita, sarebbe bastato un certificato comprovante che la ragazzina è figlia di un caduto in guerra. E la scusa che il corpo del papà di Sara non si sia mai trovato non sembra sufficiente per la stessa che, cresciuta con il mito del padre “eroe di guerra”, ora vuole sapere tutto.
In una scena altamente drammatica, Esma svela il suo segreto alla figlia. Sara è figlia di un cetnico che stuprò sua madre durante la guerra.
Esma ha ora la forza di raccontare la sua drammatica storia anche alle riunioni nel centro di assistenza, dove sottolinea quanto abbia odiato quell’essere che portava in grembo e come questo sentimento sia repentinamente cambiato, una volta presa in braccio la sua creatura.
Intanto Sara, sconvolta, si rade a zero per cancellare quello che lei sentiva come il particolare fisico che più la legava alla memoria del padre che, all’improvviso, è passato da figura eroica ad essere spregevole da dimenticare.
Esma accompagna Sara alla partenza per la gita. Tra le due c’è il silenzio più assoluto non trovando, la mamma, parole in grado di ricucire un filo spezzato da una verità nascosta troppo a lungo.
Il pullman parte, tutti i bambini salutano i propri genitori dal finestrino, Sara seduta in fondo guarda la mamma dal lunotto posteriore e, dopo un gesto di questa, risponde con un saluto che basta ad Esma per ritrovare serenità.
