Boris - Il film
(Boris - Il film)
Genere:
commedia
Attori:
Sceneggiatura:
Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Produttore:
Mario Gianani, Lorenzo Mieli
Produzione:
Wildside Media, Rai Cinema
Soggetto:
Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Produzione esecutiva:
Olivia Sleiter
Distribuzione:
01 Distribution
Fotografia:
Mauro Marchetti
Musiche:
Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Tema musicale:
''Pensiero stupesce'' - Elio e le Storie Tese
Scenografia:
Michele Modaferri
Costumi:
Fiorenza Cipollone
Effetti speciali:
Massimo Di Palma
Paese:
Italia
Anno Produzione:
2011
Durata:
108 min
Boris - Il film è un film del 2011, diretto e co-sceneggiato da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. È tratto dalla serie televisiva Boris, ed interpretato dallo stesso cast.
Trama
René Ferretti e la sua troupe sono sul set della nuova fiction televisiva Il giovane Ratzinger, interpretata da Stanis La Rochelle. Già di per sé disilluso dalla qualità della fiction, René prende a pretesto l'ennesima imposizione dall'alto di Lopez e della rete (una scena da girare al ralenti in cui Stanis corre felice tra i campi) per abbandonare il progetto e lasciare il mondo della televisione.
Nei mesi successivi, René si chiude in casa, ormai in crisi, inutilmente spronato da Alessandro. La sua troupe è rimasta senza lavoro, e Sergio è stato perfino colto da un infarto. Solo Arianna non si cura della situazione: come René, è uscita dalla TV ed ha cambiato vita, aprendo un ristorante. Lopez prova a fare un ultimo tentativo per riportare René sui suoi passi (in realtà per salvarsi il posto ed evitare la "retrocessione" alla sezione cinema della rete) proponendogli la regia di una soap opera di pessimo livello, Sottaceto, ma anche questa cosa non va in porto. Quando René è ormai convinto di essere fuori dal giro che conta, Sergio gli confida una notizia inaspettata: è riuscito incredibilmente ad ottenere i diritti del best seller d'inchiesta La casta. Dopo anni passati a girare squallide fiction, i due vedono finalmente l'occasione di emanciparsi dal mondo della TV per sfondare al cinema, portando sul grande schermo il libro d'inchiesta e girando così un film d'autore, «alla Gomorra». Presentano quindi il loro progetto a Lopez (ora triste e complessato alla sezione cinema), il quale, desideroso di riconquistare il suo vecchio ruolo dirigenziale, sembra convincere la rete a dare credito al film.
Una volta ottenuto il via libera, René inizia a contattare vari scrittori per iniziare a stendere una sceneggiatura del film, ma alla fine è costretto a rivolgersi al suo solito trio di sceneggiatori, che lo mettono di fronte al primo compromesso e lo convincono a girare una cosiddetta «impepata di cozze», ovvero non una vera pellicola d'inchiesta ma un film solo metaforico ed allusivo. Il progetto si rivela però lo stesso molto interessante, tanto che René riesce ad ottenere i migliori collaboratori sulla piazza; perfino Marilita Loy, la più grande attrice italiana, si rivela interessata al progetto ed accetta di prendervi parte. René dà così il benservito alla sua storica troupe di lavoro, portandosi dietro solo Alessandro ed Arianna, e si getta in questa nuova avventura.
I suoi sogni si infrangono però già nei primi giorni di riprese, quando René si rende conto di essere alla mercé di una troupe che lo considera solo un piccolo regista televisivo. Il clima sul set si fa di giorno in giorno sempre più teso, complice anche le continue irruzioni di Stanis, il quale si è intestardito nel voler interpretare a tutti i costi il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Una battuta del direttore della fotografia è la scintilla che fa esplodere René in uno dei suoi terribili sfoghi, che culmina con la cacciata in malo modo di tutta la troupe. Per continuare nelle riprese, è costretto a richiamare indietro e controvoglia il suo storico gruppo di lavoro. Nonostante i problemi e la confusione, Renè riesce comunque a portare a casa le scene, riuscendo anche a fronteggiare l'insicurezza sul set di Marilita.
Giunti a metà riprese, Sergio arriva con una bella notizia: il giovane attore emergente Francesco Campo ha manifestato l'intenzione di partecipare al film. Questa notizia nasconde però anche un lato sgradito: appartenendo alla stessa agenzia, assieme a Campo è compresa nel "pacchetto" anche Corinna Negri, la «cagna maledetta». René cede anche stavolta, e si trova a dirigere per l'ennesima volta Corinna, ricorrendo a mille stratagemmi pur di mascherare alla cinepresa la pessima recitazione della ragazza. Questi sacrifici sono però ripagati dalle magistrali interpretazioni di Campo. Il ragazzo nasconde però una dipendenza dall'eroina, cosa che lo porta ad un'improvvisa morte nel bel mezzo delle riprese. Ai funerali del giovane attore, René e Sergio scoprono loro malgrado che Lopez li ha presi in giro, poiché la rete non ha in alcun modo avallato il loro progetto. La notizia è fatale per Sergio, che è vittima di un nuovo infarto. Con l'amico in fin di vita, e le riprese del film bloccate, René affronta a muso duro Lopez e lo costringe ad assumersi le sue responsabilità.
Alla fine Lopez riesce a trovare una soluzione per salvare il progetto, proponendo alla rete di trasformare il film di René in un cine-panettone. Inaspettatamente, i dirigenti della rete si dimostrano entusiasti dell'idea, e danno subito il loro benestare alla cosa. René cede così per l'ultima volta al sistema e, con l'aiuto del collega Glauco, trasforma la sua pellicola d'autore in un commerciale Natale con la casta, basato esclusivamente su una comicità greve e volgare, sullo sfoggio di belle donne e su battute di infimo livello. Alla première, il film si rivela un autentico successo di pubblico: il solo René sembra essere l'unica persona letteralmente schifata dall'opera. Il regista capisce così che la gente del cinema è forse peggiore di quella della televisione, e decide di tornare nel suo vecchio mondo, riprendendo in mano Il giovane Ratzinger e girando la famosa sequenza al ralenti, stavolta senza batter ciglio.
Produzione
Boris - Il film riprende le vicende della serie televisiva Boris, spostandone l'attenzione dal mondo della televisione a quello del cinema.
Il cast principale della pellicola è pressoché lo stesso della serie TV. Tra gli altri attori di Boris, Massimiliano Bruno (Nando Martellone), Karin Proia (Karin) ed Eugenia Costantini (Cristina) partecipano al film in ruoli minori, mentre Arnaldo Ninchi (Il Dottor Cane) e Angelica Leo (Fabiana) compaiono solo in dei fugaci camei. Le new entry del gruppo sono Claudio Gioè, interprete della star emergente Francesco Campo, e Rosanna Gentili, che nei panni di Marilita Loy propone una non troppo velata parodia di Margherita Buy.
Per quanto riguarda i camei dei fan di Boris, il compositore Nicola Piovani compare durante una partita a poker con i tre sceneggiatori, in cui perde il Premio Oscar alla migliore colonna sonora drammatica vinto nel 1999 per La vita è bella,
