Baarìa
Genere:
commedia, drammatico, storico
Sceneggiatura:
Giuseppe Tornatore
Produttore:
Giampaolo Letta, Mario Spedaletti
Produzione:
Medusa Film, in collaborazione con Quinta Communication, Regione Siciliana, Sicilia Film Commission
Soggetto:
Giuseppe Tornatore
Produzione esecutiva:
Mario Cotone
Distribuzione:
Medusa Film
Fotografia:
Enrico Lucidi
Musiche:
Ennio Morricone
Scenografia:
Maurizio Sabatini
Costumi:
Luigi Bonanno (con la collaborazione di Antonella Balsamo)
Effetti speciali:
Bloompix
Paese:
Italia
Anno Produzione:
2009
Durata:
150 min



Baarìa è un film del 2009 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore.

Interpretato da un cast corale, il film ha inaugurato la 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 2 settembre ed è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 25 settembre 2009.
In tale occasione l'amministrazione comunale di Picciano ha conferito la cittadinanza onoraria ai due artisti.

Il film, nonostante non abbia ottenuto alcun premio alla Mostra del Cinema di Venezia Il 15 dicembre viene annunciata la sua candidatura al Golden Globe 2010 come miglior film straniero. Dopo non aver vinto il Golden Globe, assegnato a Il nastro bianco di Michael Haneke, viene comunicato che il film non ha superato le preselezioni per la candidatura agli Oscar per la categoria film straniero.

Trama


Il film racconta la vita nel comune siciliano di Bagheria a partire dagli anni trenta fino agli ottanta circa (le date sono deducibili da vari indizi). Il tutto viene visto seguendo la storia di una famiglia attraverso tre diverse generazioni. Protagonista è Peppino Torrenuova, il rappresentante della seconda generazione, attraverso il quale si vede l'evolversi del paese. All'interno del film sono presenti riferimenti alla mafia, al fascismo ed alle lotte sociali post-belliche.

Peppino Torrenuova è un bambino della Bagheria degli anni trenta. Sin da piccolo è costretto a lavorare dapprima come bracciante e successivamente come aiuto di un pastore, dovendo abbandonare la scuola. Al termine della guerra, durante l'incursione degli abitanti del paese in una banca, riesce a rubare una piccola fortuna, con la quale acquista dei bovini che risollevano le condizioni economiche della famiglia. Inizia a coltivare idee comuniste e da giovanissimo si iscrive al partito, trasformando ben presto le sue ideologie in un lavoro a tempo pieno. Si innamora della coetanea Mannina, ma i genitori di lei non acconsentono alla loro unione perché il benessere economico della famiglia di Peppino è venuto a mancare, e pertanto la costringono al fidanzamento ufficiale con un altro ragazzo. I due non si danno per vinti e continuano in segreto la loro relazione, finché non decidono di dichiarare ufficialmente il loro amore con una fuitina, chiudendosi a chiave nella casa di lei.

Il film si articola attraverso cinquant'anni di storia italiana. Tra gli avvenimenti narrati si possono individuare:
  • Anni 1930: il regime fascista;
  • 1940: l'entrata dell'Italia in guerra e la chiamata alle armi;
  • 1943: lo sbarco degli alleati in Sicilia (10 luglio);
  • 1946: il referendum per la Repubblica;
  • 1947: la strage di Portella della Ginestra (1º maggio);
  • 1950: la riforma agraria;
  • 1954: l'arrivo della televisione nelle case degli italiani;
  • 1960: gli scontri armati contro il Governo Tambroni;
  • 1962: le riprese cinematografiche dei film Mafioso di Alberto Lattuada e Uno sguardo dal ponte di Sidney Lumet;
  • 1968: i gruppi della Sinistra rivoluzionaria;
  • 1972: le elezioni politiche del 1972 (7 maggio);
  • 1981: il pittore Renato Guttuso e il film Tre fratelli di Francesco Rosi.

  • Produzione


    Il film è stato annunciato all'edizione 2007 del Taormina Film Festival.

    Le principali ambientazioni sono state filmate nel comune di Bagheria, situato nella provincia di Palermo. La seconda unità di scene è stata girata in vari set postati in Tunisia, ricostruendo l'antica Bagheria vicino a un sobborgo di Tunisi.



    Il film, a causa dell'uso della lingua siciliana nella variante bagherese in cui è stato girato, è stato doppiato in italiano (con inflessione siciliana) dagli stessi attori, per evitare l'aggiunta dei sottotitoli al di fuori della Sicilia. Le musiche della colonna sonora di Baaria sono state eseguite dall'orchestra Roma Sinfonietta (con l'organo della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma), composta da: Giorgio Carmini (organo), Gianni Perilli (ciaramella), Vincenzo Castellana (tamburo a cornice, marranzano), Michele Piccioni (zampogna, fiscalettu), Franco Ferranti (clarinetto) e Bruno Battisti D'Amario (chitarra classica).

    I brani Baarìa ed Oltre sono eseguiti dalla Banda musicale dell'Arma dei Carabinieri, diretta da Ennio Morricone. Le voci dei carrettieri sono tratte dal CD Canzuna a la carrittera (etichetta Fonti Musicali, FMG 230), eseguite da I cantori di Bagheria.

    Tracce


    # ''Sinfonia per Baarìa
    # Ribellione
    # Baarìa
    # Il corpo e la terra
    # Lo zoppo
    # Brindisi
    # Un gioco sereno
    # La visita
    # Un fiscaletto
    # Racconto di una vita
    # La terra
    # Verdiano
    # Baarìa
    # Oltre
    # Prima e dopo
    # I mostri
    # L'allegro virtuoso di zampogna
    # A passeggio nel corso
    # Il vento, il mare, i silenzi

    Incassi


    La pellicola ha incassato al botteghino in Italia 10.525.000 € In particolare sono state accese le critiche mosse dalla Lega Anti Vivisezione e successivamente dall'ENPA, con quest'ultima che ha presentato una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma con riferimento alla violazione degli articoli 544 bis e ter (L. 189/2004) del Codice penale italiano, richiedendo il ritiro immediato della pellicola. Secondo i responsabili dell'ENPA, nonostante la scena sia stata girata in Tunisia eludendo così la legge italiana in materia, previa istanza al Ministro della Giustizia, il procedimento penale può comunque radicarsi in Italia. Lo stesso ENPA ha iniziato una campagna di boicottaggio contro la visione del film e contro la nomination dello stesso ai Premi Oscar 2010.

    Plagio


    Nell'agosto del 2010, Giovanni Sapia, autore del libro Il romanzo del casale, accusa Tornatore di plagio; il regista ha prontamente negato le accuse minacciando una querela per diffamazione.
    La prima udienza è fissata per il 18 aprile 2011.